Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someonePin on PinterestShare on Google+Share on Tumblr

A cura di Chiara Converso.

Era una giornata come le altre, presa dal  caotico ritmo milanese ( n.b : ci tengo a specificarlo per non sembrare  una giovane ragazza pigra, che preferisce restare seduta sul divano a guardare ‘’Forum’’ mangiando patatine – chiamasi bugie bianche – ) quando comincio a rendermi conto di un  importante evento che avrà luogo martedì 17 settembre nella mia cara metropoli: la Vogue Fashion’s Night Out.

voguefashion

La VFNO o ‘’ La notte della moda’’ è un’iniziativa mondiale nata nel 2009 e promossa dalla rivista Vogue per celebrare, appunto, la moda con la vana speranza di rilanciare l’economia del mercato.

In breve, l’iniziativa consiste in una serie di eventi concentrati in diverse città del mondo in una data prefissata di settembre. Le boutique ed i negozi che aderiscono alla Fashion Night rimangono aperti  per l’occasione anche di notte, accompagnati da spettacoli musicali, sfilate di moda, a cui partecipano anche personalità importanti del mondo dello spettacolo – i cosiddetti vipsss-.

In realtà, questa perla della mondanità, a un occhio non attento potrebbe assomigliare, più che a una splendida mostra di abiti, tradizioni passate e innovazione, alla notte bianca della mia città,  dove i fuochi d’artificio facevano da cornice a una deliziosa festicciola cittadina.

Il pubblico di questa manifestazione della moda, è vario:

  • In primo luogo la specie più rara è composta da ‘’’ fashion victim’’, coloro che sono davvero interessati a questo mondo, gente seria ma anche  particolare, disposti a tutto pur di partecipare a una delle decine di sfilate di grandi maestri dell’haute couture per imparare e stupirsi.
  • Subito in conflitto con questa prima porzione di pubblico, troviamo la ‘’ massa’’  – proveniente da Milano e periferia- attirati dalla possibilità di un aperitivo gratuito da Dolce & Gabbana, e dalla prospettiva di usufruire dell’aria condizionata della Rinascente ( temperatura 19 gradi per chi fosse interessato a  questo genere di attività nel tempo libero).
  • La suddetta categoria è  immediatamente seguita dai giovani ribelli, giunti fino al Duomo di Milano, in orario post-aperitivo inoltrato, soltanto per ritrovarsi a bere tra Via della Spiga e Via Montenapoleone , fino a raggiungere inesorabilmente Brera, con un unico obiettivo: quello di finire tutto l’alcool in circolazione.
  • I giovani ribelli sono la copia diversa e contraria delle  ‘’ quin’’ ragazze categoricamente accompagnate dagli amici gay, vestite come Flavia Vento nell’ormai storica trasmissione ‘’ Teo Mammucari contro tutti’’ .
  • Ultimi ma non per importanza ‘’ gli altri’’. Sessantenni con sandali e calzino abbinato, donne quarantenni perennemente giovani accompagnate da mariti che appaiono ibridi tra una signora  incinta e Gerry Scotti ai tempi di Passaparola, coppiette felici più impegnate a pomiciare che a guardare le vetrine e studenti liceali e/o universitari, giunti per passare il tempo tra musica di sottofondo e temperatura ancora estiva.

vfno2012

La serata, ovviamente si conclude, con una mandria di gente  che stanca (e forse un po’ alticcia per il vodkapesca lemon di troppo) ,  cerca invano di prendere la prima metropolitana notturna per arrivare a casa ( che sia rossa, verde o gialla, la regola che prevale è quella del ‘’ winner takes all’’ cioè: chi  entra per primo, vince la vita. Il viaggio della speranza per il ritorno, è più simile a un trasporto di mucche al macello, e non sai nemmeno se prima o poi ( forse più poi che prima) riuscirai ad affondare la tua testa nel cuscino per spiccare il volo con Morfeo.

Ma in mezzo a tutta questa scenografia angusta, più similare a un film di Argento che a una società civile,  si può capire la vera importanza della moda. In un momento di crisi, dove è più probabile comprare una Louis Vuitton falsa in centro dal caro Samba, che entrare in uno dei negozi in Galleria, è importante valorizzare una cultura, quella del ‘’vestire’’ che sta andando via via appassendo.

Innanzitutto bisogna sottolineare che il marchio, che sia urban o classico, non rappresenta soltanto il nome dello stilista in sé, ma indica uno stile di vita, un riconoscimento in una determinata corrente, e infine, è l’insieme della tradizione e del ‘’sudore’’ dell’azienda.

Il mero significato di questa manifestazione, non è soltanto quello di aprire il portafoglio alla gente, ma anche quello di ridare colore alla vita, amando la concezione della moda; quella stessa concezione e passione che un tempo accompagnava l’entusiasmo di Coco Chanel nel creare i suoi fantastici abiti.

Il significato vero, è quello di donare valore a una nobile arte,  per innovare e spingersi al futuro sempre di più, per insegnare, guidare, e mettere in risalto i giovani stilisti verso la cima della montagna, per avvicinarli passo per passo al loro sogno.

Vivere la Vogue Fashion’s Night Out vuol dire vivere la moda, immergendosi dalle grandi firme agli stili più alternativi, per far sì, che chiunque (ed ovunque) possa sentirsi a suo agio nel proprio corpo anche grazie a quello che indossa.

Come potersi perdere un’occasione del genere ? La VFNO non è soltanto un occasione per i sociologi di studiare l’evoluzione della specie umana nel suo contesto, ma anche per noi, semplici consumatori ( amanti e non dello shopping) , pronti a vestire secondo i nostri gusti.

Perché se è vero che l’abito non fa il monaco, un monaco non sarebbe lo stesso se indossasse un  completino intimo di Victoria’s Secret o un paio di Vans rosse.  Quindi  andate in pace, e immergetevi nel fantastico mondo dell’haute couture per le strade di Milano. E non solo.

chiaraconverso_author

Altri post assolutamente da leggere: