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Chi ha un sogno che vuole a tutti i costi realizzare, sa che per arrivare al successo c'è bisogno di impegno e duro lavoro...Ma non basta!Un requisito indispensabile è la Passione, quella con la P maiuscola... Questo vale in tutti i campi e, arrivando a noi, anche in quello della moda. Oggi vi voglio presentare Angela Papagni e il suo marchio Sof'ja Andreevna Bers: leggendo l'intervista, vi renderete conto di quanta passione traspare da ogni riga! Buona lettura!   StayCool: Ciao Angela!Presentati ai lettori di StayCool! Angela Papagni: Ciao, sono Angela e sono la designer del brand Sof'ja Andreevna Bers. SC: Di cosa si occupa il tuo marchio? AP: Il marchio è il prodotto di un lavoro interamente sartoriale incentrato principalmente sulla valorizzazione della figura femminile. E' un progetto di cui mi sono occupata per anni, nonostante si sia concretizzato non da moltissimo tempo. Non è solo un brand, è ricerca, è proposta, è soprattutto riscoperta. Sof'ja Andreevna Bers è la sintesi di tutti i miei interessi personali, di ciò che ha sempre occupato la mia mente, una amalgama che permette di dare sfogo alla mia creatività. Sono laureata in letteratura russa, sono affascinata dall'iconografia, dalla sacralità e da come questi concetti tradizionali possano vertere verso un nuovo utilizzo inusuale e innovativo nel mondo contemporaneo. Questo, in realtà, è come se fosse il mio personale concetto di vintage, che va al di là della moda attuale e che mi permette di incanalare tutti gli input visivi che ho assimilato nei diversi anni con la ricerca. Il vintage per Sof'ja è la riproposta della qualità intesa come valore e come nuova ideologia. Se, difatti, tendo ad utilizzare per il brand dei materiali considerati vintage, quali alcuni tessuti o pizzi, è per infondere il culto della tradizione, fortemente sentita soprattutto per chi nasce, come me, in realtà piccole. L'importante è scardinare il vecchio e reinterpretare ciò che di prezioso si ha tra le mani con nuove forme e stili. SC: Com'è nata l'idea? AP: L'idea è sempre stata in me, seppur in forma embrionale, sin dalla mia infanzia e adolescenza. Non sono totalmente nuova nel settore (infatti, l'alternativa al mio percorso di studi avrebbe dovuto essere Scienze e tecnologie della moda). Mi sono sempre occupata di tessuti, di cucito, ho sperimentato, ho provato a fare ciò che le donne della mia famiglia facevano da tempo. Mi sono occupata di moda e di trend per anni, portando avanti segretamente questo progetto in contemporanea alle mie lauree. Il momento in cui si è concretizzato, la nascita, è avvenuta qualche mese prima della mia seduta di laurea. Quando ci si occupa di cultura russa e moda, e quando soprattutto si studiano figure forti ed enigmatiche come Sof'ja Andreevna Bers, è facile sintetizzare il tutto in un unico prodotto. SC: Hai uno slogan? AP: Non ne ho uno vero e proprio. Mi hanno definita “street chic” e ho usato questo aggettivo per caratterizzare la mia linea, ma non utilizzo slogan. Vivo di continui stimoli e posso proiettare ciò che sono e ciò che realizzo verso qualsiasi orizzonte, anche verbale. Pertanto mi astengo dal profanare una sola identità anche in parole. SC: Usi un materiale in particolare? AP: Utilizzo una varietà di materiali per i miei esperimenti. Tento di dare vita a tutto ciò che è sotto i nostri occhi da tempo ma che non sappiamo come utilizzare, o forse valorizzare. Al momento quello che focalizza la mia attenzione e che contraddistingue il mio brand è l'utilizzo tattico del pizzo, del merletto e dei tessuti dalle fantasie più disparate (si va dall'onirico, al must estivo dei color pastello, alle infinite evoluzioni del fiorato). Ho però spesso un minimo comune denominatore: sono materiali vintage, frutto di una ricerca, entusiasmante ma estenuante, e di provenienza europea. SC: Colore preferito? AP: Non ho un vero colore preferito per le collezioni. Sono altamente malleabile, muto idea seguendo l'istinto, quindi non mi fossilizzo su un colore. Mi piace pensare all'immagine della cartina tornasole, avete presente? La scala cromatica cambia in base alla valutazione che occorre fare, a cosa bisogna evidenziare e in funzione soprattutto dell'ambiente in cui viene posta. Credo che ogni colore abbia un suo potenziale da esprimere. SC: Cosa ti ispira? AP: La sacralità, non solo delle immagini dell'arte, ma anche delle piccole cose, che poi tento di trasportare in Sof'ja Andreeva Bers. Da qui il riutilizzo del pizzo e del simbolo della croce. Sono immagini che aprono finestre mentali su altre: i veli delle donne, il significato di passione, morte e resurrezione della croce e così via. Mi lascio trasportare dalle frasi, dalle descrizioni, in primis da quelle della vastità della natura e della cultura russa; dalla stessa Sof'ja Andreevna Bers, moglie di L. N. Tolstoj, una donna passionale, sensibile, forte e fragile al tempo stesso, colta, devota, tenace. Da qui anche il logo e il nome del brand. E poi la memoria, la nostalgia, il ricordo: elementi che mi permettono di riproporre quei materiali e quello stile a volte urbano e a volte sognatore, visionario. SC: Hai dei fashion designer preferiti? AP: Non proprio, non mi fossilizzo su qualcuno in particolare. Seguo i trend e sono per la sperimentazione. Preferisco mescolare gli stili e i capi in modo del tutto autonomo piuttosto che essere una spettatrice passiva. Discorso a parte meritano invece gli accessori, quali scarpe, borse e anelli. In questo caso ho la mania della collezione di oggetti per me cult. SC: Qual è la difficoltà per chi intraprende l'avventura nel mondo della moda? AP: Sicuramente occorrerebbe non sottovalutare la difficoltà economica e l'inquadramento iniziale. Non è affatto facile per chi decide di partire totalmente da zero. Chi poi lavora da sola come me si trova anche a dover affrontare la realizzazione, la promozione, la pubblicità, la gestione del sito, dei vari social network, degli eventi e la ricerca dei contatti. Non va trascurato neanche l'ambiente in cui si opera, capita a volte di doversi scontrare con una realtà dura. SC: Dove possiamo trovarti? AP: Per il momento espongo  presso il Vlab Store 103, a Trani, una realtà caleidoscopica che ingloba in sé differenti aspetti del design di consumo. Presto, invece, sarà possibile trovare Sof'ja Andreevna Bers anche a Bari, da UnKnown e in altre città. Seguendo invece la pagina Facebook e il sito http://sofjaandreevnabersclothing.wordpress.com/  potrete essere sempre aggiornati sugli eventi e sulle novità della collezione, oltre che prendere contatti per ogni eventuale domanda.     Grazie ad Angela e un grande in bocca al lupo per tutto!!

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