Lui, lui, lei, lui, lei: ecco i Naviglio Noyz

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A cura di Eleonora Tricarico. Spiegarvi come io sia riuscita a trovare questa band è davvero difficile. E, ad essere onesti, mi sto chiedendo perché io ve ne stia parlando. Facciamo un passo indietro: mi trovo facetoface con il mio pc, come ogni santo giorno. Navigo qua e là e stop. Quello che so è che vedo un link di musica indie. Lo vedo per metà e subito clicco su un suggerimento laterale. E così per una decina di volte. All’ennesimo click, scopro un canale YouTube con il nome Naviglio Noyz. Curiosa come sono, inizio a vedere un video a caso e ad ascoltare.  E fin qui, potrebbe essere la storia di una scoperta musicale qualunque. Vado oltre. Immagini naif (quando ci sono), testi che scorrono giù per il video come nelle migliori serate karaoke con una musica non neanche poi così sofisticata. Un utente normale, probabilmente, avrebbe cliccato tranquillamente pausa e avrebbe interrotto l’ascolto. Ma mi dispiace comunicarvi che non sono quel tipo di persona. Metà video e mi conquistano, “questi Naviglio Noyz”.  Voglio sapere qualcosa di più: digito il loro nome su Google. 10372219_1583614461850609_8638076167738637870_n Un profilo facebook abbozzato, nessun website con date e ultimo tour, nessun incitamento per incrementare il numero dei fans, nessun nome e cognome. Come leggo su Fb, sono lui, lui, lei, lui, lei e lui e questo mi piace molto di  più.  Non riesco a vedere i loro volti, indossano sempre delle maschere ed è davvero difficile trovare una foto in cui si possano riconoscere. Questo mi riporta un po’ alla storia dei “Tre allegri ragazzi morti”, ma suppongo che non sia stata una questione di emulazione. Ci sono diversi motivi per cui, per tutto il giorno, io stia continuando con l’ascolto di questo gruppo: il primo è che il loro modo di fare musica mi ricorda alcune sigle dei cartoni animati che trasmettevano su TeleNorba quando ero piccola, quando tornavo a casa con la fame nello stomaco e il grembiule sporco di inchiostro. Quindi, la metto sulla questione “Nostalgia Portami Via”. Poi, ci sono quei motivetti semplici che raccontano storielle e fatti con naturalezza come se il cantante stesse raccontando la serata prima all’amico al bar. Aggiungiamo poi l’assenza di virtuosismi e di “Bella zio/fratello/brò dobbiamo spaccare di brutto”. Amo, e ripeto amo, questo essere anti-social e anti-tutto. Un po’ per la serie: “Fate come volete, noi postiamo qualche canzoncina sul web, voi continuate pure con le vostre lotte di marketing e digital pr tanto a noi non ce ne importa nulla”. 10175060_1550480871830635_8641194239305403385_n Cosa ho raccontato di nuovo? Nulla, perché io di loro, non so niente, neanche i loro nomi! So con certezza che è uscito da qualche mese il loro nuovo lavoro che si trova esclusivamente su YouTube. E proprio da qui che faccio un copia e incolla di un loro commento “Come sempre, questo disco è fatto interamente in casa, la voce è registrata con il microfono del computer e non avendo le casse in casa, faccio editing con gli auricolari e poi mi ascolto le versioni definitive in macchina...registro gli altri andando a casa loro o facendomi spedire le tracce...non abbiamo ne uno studio ne una sala prove. (…)Chi ci vuole supportare ci supporti....chi ci vuole sopportare ci sopporti...”. 10945527_1590884664456922_313416906601134096_n Io? Io supporto, sopporto e condivido pienamente. Ed è per questo che oggi vi parlo di loro, perché non sempre si deve scrivere su chi è già troppo famoso o su chi è presente in tutti i siti di musica o su tutte le pagine Social. Scrivere è un modo per far conoscere a chi legge qualcosa di nuovo ed io, in fondo, sono sicura che qualche cosa che non sapevate, oggi, io ve l’ho detta: il grembiule non sono mai riuscita a tenerlo pulito.

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