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A cura di Joanna Longawa.

Kevin Pineda è un giovane fotografo londinese. Dopo aver studiato architettura e design presso la London Metropolitan University si stabilisce a Roma dove apre la sua galleria/studio – The Room. La sua arte oscilla tra il bianco e nero, sperimenta le forme architettoniche, quelle del corpo umano e gioca con la luce del neon. Le sue foto sono caratterizzate da elementi in legno e altri materiali. Tutto ciò contrasta in modo curioso i naturali movimenti dei suoi modelli prestati da Benetton, Moschino, Calvin Klein e altre agenzie elite di Milano e Roma. Recentemente Kevin ha lavorato per la Milano/Parigi Fashion Week e per Maxime Italia. Di questo, e  dei suoi programmi per il futuro ne parla a StayCool.

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Kevin, lavori nel campo della moda da qualche anno. Con quali stilisti hai collaborato durante questo periodo? “Sono passati due anni che lavoro in questo campo. Durante questo periodo ho lavorato  a Roma con della gente fantastica e ho collaborato con varie riviste, Carbon Copy, Maxim, Design Scene, Rough UK/Italia, Dansk e tante altre. I grandi stilisti non li ho mai incontrati di persona ma avevo l’onore di preparare  degli shooting per loro”.

Il tuo ultimo progetto realizzato per Maxim Italia. Dove possiamo vedere le tue opere?SONY DSC “Ho studiato architettura a Londra il che oggi mi permette durante gli shooting di guardare le cose con un altro occhio. Nella fotografia mi concentro soprattutto sul bianco e nero e i miei modelli li inserisco in un contesto paesaggistico come se facessero parte di una struttura. Inoltre gioco con la luce, cambio prospettive. Ho sempre preferito le foto naturali a quelli teatrali. Sì, ho fatto lo shooting per Maxim di Luglio 2013 e ho avuto il piacere di lavorare con la top model Youma Daikite”.

Hai partecipato alla Milano/Paris Fashion Week Men’s Spring Summer 2013 mese scorso. Come ti sei preparato per questi due show? “Ho organizzato il mio team a Roma che mi ha aiutato e mi aiuterà durante gli shooting e con i video che accompagneranno alle sfilate. Sto collaborando con modelli e agenzie che si occupano di entrambi gli show, più con le riviste Rough Italia e Design Scene”.

Come è  cominciata la tua avventura per la Milano Fashion Week? “Ci sono stato portato a gennaio da un mio caro amico attore, Alan Cappelli Goetz. Sono sempre stato curioso di vedere come sono fatti spettacoli di questo tipo. Adesso sto collaborando con varie riviste e le aiuto a gestire questi show”.

Come descriveresti il tuo lavoro con modelli? Con chi lavori spesso e volentieri? “Molti modelli sono miei amici dei tempi di Londra. Con piacere ci lavorerei di nuovo. E’ gente fantastica”.

Viaggi spesso per il lavoro?  Il luogo o lo shooting che non ti scordi mai? “Sì, adesso si. La mia Gallery di Roma, fondata due anni fa, non mi ha permesso di viaggiare spesso.  Ma ultimamente si, viaggio sempre di più, sono stato a Copenhagen.  E’ stata un’esperienza indimenticabile, ho lavorato con uno splendido team di persone”.

Cosa stai organizzando ora nella tua galleria romana The Room e perché Roma? Hai intenzioni di  tornare a Londra o forse nel futuro vorresti trasferirti a Milano? “La galleria di Roma era un gran progetto. Era il posto che univa dei grandi cervelli e creava un’ambiente ideale per sviluppare delle idee di giovani artisti. In questo momento siamo nella fasi di delocalizzazione. Abbiamo bisogno di spostarci in un posto più spazioso e vogliamo fare le cose al meglio, per noi intendo il mio team e amici artisti coinvolti.  Invece per quanto riguarda me, non so ancora. Probabilmente tornerò a Londra, lo vorrei tantissimo, o cambio città. Ho pensato anche di andare a Copenhagen per studiare design e di aprire un business con amici qui, a Milano”.

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