Intervista a Ka Bizzarro

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A cura di Joanna Longawa.

Ka Bizzarro, un giovane cantautore bolognese, dopo 15 anni della sua carriera musicale rock, propone ai suoi fan, chiamati da lui dolcemente “amici”, un nuovo prodotto davvero originale: album in forma di una chiavetta USB.

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Come dice il cantante non è un vero disco ma un braccialetto-chiavetta USB che, oltre a “Produttore Megagalattico”, conterrà i suoi precedenti album: “365” (2013), “La lista” (2012), “Greatest Flops 2001-2011” (2011), “Almost live” (2002) e un folder con inediti rari. Inoltre, conterrà i pdf dei suoi libri “Abbasso e Alè – Viaggio nel mondo di Rino Gaetano” e “Come diventare tremendamente rock senza lasciarci la pelle“. Ci saranno solo 100 esemplari e sarà prodotto direttamente dai fan, che con le loro donazioni, produrranno il disco, sosterranno la Fondazione Isal (che si occupa di ricerca e terapia del dolore cronico), alla quale andrà il 10% del ricavato. Questa opera sarà presentata ufficialmente il 25 Gennaio 2014 a Bologna, durante un live acustico. Musicalmente, l’album abbandona il sound rock degli ultimi due, per spaziare nella ricerca e la fusione degli stili più consoni alla singola canzone. Sarà interamente suonato, arrangiato e prodotto da Ka e nei suoi testi non mancherà la sua sovrana l’ironia e l’autoironia.
Per adesso online su http://www.youtube.com/watch?v=e2ZvcTq3l8Y si può vedere il video promo del progetto del primo singolo “Molto radiofonico“, che vuole essere il primo video corale dedicato agli speaker radiofonici. In anteprima per Staycool Ka Bizzarro racconta della sua musica, influenze e il nuovo prodotto “megagalattico”.

“Produttore Megagalattico” non è un vero disco, vero? Che cos’è?1450855_10151822056179912_1059461638_n (1)
In effetti non è un vero disco ma un braccialetto-chiavetta usb. Io amo chiamarlo “il primo album riciclabile della storia”, perché tutto quello che c’è dentro può essere trasferito da un’altra parte (anche buttato, se scopri che la mia musica non ti piace…) [ride], ma la chiavetta da 4 gbti rimane e puoi usarla all’infinito come ti pare. E poi è un bel braccialetto personalizzato…puoi fare il figo trendy, se vuoi. Ci saranno solo 100 esemplari e sarà prodotto direttamente dagli amici (non mi piace chiamarli fan), che con le loro donazioni, produrranno il disco, sosterranno la Fondazione Isal (che si occupa di ricerca e terapia del dolore cronico), alla quale andrà il 10% del ricavato, una vota pagate tutte le spese di produzione. Sarà presentato ufficialmente il 25 Gennaio 2014 a Bologna, durante un live acustico.

Com’è nata l’idea di questa tua opera poliedrica?
Fa parte di un percorso iniziato nel 2012 con “La lista”. Anche quello era prodotto dagli amici e la particolarità era che i primi 50 su 100 che inviavano la donazione, avrebbero avuto il nome in copertina. Infatti, la cover è proprio una “lista” di nomi. Nel video, che mostra le facce dei primi 50 produttori, c’è anche Vasco Rossi, a cui è piaciuta molto l’idea. Poi, con “365”, stesso meccanismo di produzione con donazioni e beneficenza, solo che i produttori ricevevano un codice per scaricare dal mio sito www.kabizzarro.com una canzone al mese. E’ durato un anno. 12 canzoni. Ora, con “Produttore Megagalattico”, ho voluto chiudere il cerchio, offrendo un supporto in cui raccogliere tutto quello che ho fatto in questi ultimi 15 anni, dai dischi ai libri. Così ho pensato a un gadget che fosse anche utile e bello.

Il tuo nuovo lavoro contiene i tuoi dischi precedenti cosa allora c’è di nuovo? In che direzione va adesso la tua musica?
Musicalmente, “Produttore Megagalattico” abbandona il sound rock degli ultimi due album. Volevo scrivere e arrangiare in totale libertà. Quindi dentro c’è di tutto: dagli strumenti etnici di tutto il mondo, all’ elettronica; dagli strumenti medievali, alla banda di paese. Per me i brani di questo disco sono sempre rock, ma non nell’accezione limitata chitarra elettrica, basso e batteria.

Come descriveresti il tuo stile musicale, le tue influenze? A parte Rino Gaetano, chi altro consideri un tuo maestro?Sono cresciuto naturalmente a pane e Vasco. Poi Marco Conidi, U2, The Doors, Ac/dc, The Beatles, Elio, Depeche Mode.

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Tra i gruppi/cantautori emergenti italiani o stranieri c’è qualcuno che ha attirato la tua attenzione?
Non ascolto più la radio, né compro dischi o magazine di musica. I miei artisti preferiti sono ragazzi che ho conosciuto in questi anni, lavorando come Art Director di un locale che faceva live music. Ti posso fare qualche nome di gente che merita un sacco: Giacomo Fusari, Federico Cimini, Paolo Pollutri, Matteo Valli, Tommaso Tam, Vincenzo Scruci, Cristian Grassilli, Luca Bussoletti, Nicco Verrienti. E sicuramente ne sto dimenticando qualcuno…

Il tuo disco “megagalattico”, come è stato già detto, supporta la Fondazione Isal che si occupa di terapia e ricerca sul dolore cronico. Perché questa scelta?
Semplicemente perché una mia amica carissima, presidentessa della sezione di Bologna, nonostante anche lei soffra di dolore cronico, ha sempre dato una mano e un sorriso a tutti. Mi è venuto naturale coinvolgerla e cercare attirare l’attenzione, per quanto fosse nei miei mezzi, su una realtà poco conosciuta. Perché come gli artisti “emergenti”, anche alcuni settori della ricerca medica non riescono ad andare a Sanremo.

Se dovessi definire la parola MUSICA … che cosa significa per te?
La musica è la mia psichiatra personale. [ride]

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