Ho una malattia: sindrome da telefilm

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La mia vita è scandita dalla gioia per il matrimonio formato post-it di Meredith&Derek e dalla disperazione per la sua morte, dalla logorante curiosità di scoprire chi cavolo è A e dall'impazienza di aspettare che Booths lasci quell'inutile reporter per mettersi finalmente con Bones. No, non ho amici dalle vite super avventurose, ma sono nel tunnel delle serie TV. Le persone affette da questa sindrome passano le giornate in attesa di una nuova puntata, si affezionano ai protagonisti neanche fossero parenti e soprattutto entrano in un vortice altamente tossico: paragonano e sognano storie d'amore come quelle dei telefilm. Per voi malati, un semplice litigio non è uno scambio di opinioni ma è il mezzo con cui dimostrare le tecniche imparate in anni e anni di tragedie televisive. Via libera quindi a urla acute, singhiozzi accasciati a terra, messaggi spezzacuore. Certo, non stupitevi se chi subisce queste angherie vi prenderà per pazzo/a (le prime volte soprattutto). Un appuntamento romantico non è una cena a lume di candela e una passeggiata mano nella mano. Per chi ha come migliori amici Elena Gilbert&Damon Salvatore, romanticismo vuol dire milioni di candele, mazzi da novecento rose, notti d'amore davanti a caminetti scoppiettanti (quando in realtà già il calorifero acceso è un lusso). I paragoni però non si fermano all'amore: ogni aspetto della vostra vita è contaminato dal "credersi-in-una-serietv". Quando andate a fare shopping nel vostro centro commerciale di provincia e avete comprato solo da H&M (massimo Zara), camminate credendovi Blair Waldorf ricoperta di sacchetti griffati. Quando uscite il sabato sera pensate di andare ad una delle feste di Chuck Bass, per poi ritrovarvi nel solito sfigato locale sui Navigli vestita completamente fuori luogo. Oltre a farvi sentire una star quando non lo siete, i telefilm hanno una controindicazione ancora più grave: vi terrorizzano. Sì, perché dopo tre ore passate a vedere Pretty Little Liars, anche andare a buttare la pattumiera sembra un gesto coraggioso. Bene, a questo punto vorrei dirvi come guarire da questa malattia, ma invece mi metterò le cuffie per vedere una nuova puntata del mio telefilm del momento (e intanto penserò se mentre ero terrorizzata, ho buttato la pattumiera nel bidone della plastica o in quello della carta).

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