Beauty e Moda: un binomio che approda al fast fashion

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English version A cura di Elena Ardeni. Paul Poiret all’inizio del ‘900 fu il primo ad intuire l’importanza del concetto di immagine “completa” creando la fragranza “Toute La Foret”; a seguirlo fu Coco Chanel, la quale creò il primo profumo completamente “sintetico”, il celebre N.5. 115 anni dopo, è normale vedere i nomi di designer inaccessibili ai più, associati a prodotti di cosmetica a prezzi decisamente più avvicinabili: non solo profumi, ma anche mascara, fondotinta, blush, smalti e così via. Marchi come Chanel, Dior e Yves Saint Laurent da molto tempo, ormai, seguendo le tracce di Armani, si preoccupano di offrire alla propria clientela un’esperienza che si avvicina più al lifestyle che alla moda. Chi entra in una boutique può uscirne vestito dalla testa ai piedi, profumato di paradiso e impeccabilmente truccato, e nel caso di Armani, ci può vestire anche la propria casa. Come per tutti i trend, la cosa cade a cascata fino alla “massa”. Se avvicinarsi alla cosmetica per marchi come Chanel e Dior serve ad allargare lo spettro di clienti anche a coloro che non possono permettersi la couture, avvicinarsi alla cosmetica per catene del fast fashion come H&M significa offrire un’esperienza di lifestyle completa. h&m beauty Lo scorso maggio, infatti, il brand che ha portato il fast fashion dalla Svezia al resto del mondo, ha annunciato che avrebbe intrapreso un percorso nella cosmetica, che, tra poche settimane, approderà in tutti i negozi fisici e online con circa 700 diversi prodotti. Tre saranno le linee proposte da H&M: una base, a marchio H&M, una premium, perché ricordiamoci che sulla cosmetica siamo tutti disposti a spendere un po’ di più in nome di maggiore qualità e sicurezza per la nostra pelle, e una “conscious”, pienamente in linea con l’immagine “green” che H&M sta cercando di darsi nonostante continui a produrre per lo più capi “made in Bangladesh”. Il lancio della linea di cosmetica, sarà accompagnato da un sito H&M beauty, dedicato a dare dritte, saggi consigli e tenerci aggiornati sui trend stagionali, altra prova di come i brand, low-cost e non, stiano cercando di diventare punto di riferimento per tutto quello che possa servire al consumatore. Se il passo verso la cosmetica può sembrare azzardato, ricordiamoci che H&M è dietro al successo di &Other Stories, che guarda caso ha fatto esattamente il percorso inverso: nato come linea di cosmetica dal design giappo-svedese con prodotti di buona qualità a prezzi accessibili, in soli tre anni è diventato un vero e proprio brand con una linea di abbigliamento (e numerose collaborazioni con trend setter di spicco), scarpe, accessori, intimo e costumi.
Photo: emillarsson

Photo: emillarsson

Non è quindi un salto nel vuoto quello di H&M e l’idea sembra essere niente male: potrebbe andare, in poco tempo, a soppiantare da un lato i vari prodotti da supermercato e dall’altro i vari Sephora dove si finisce sempre con lo spendere più di quanto si vorrebbe, perché, guarda caso, veniamo sempre dirottate sul super-mascara-maxi-ciglia-super-volume-come-una-bambola-e-una-diva-novità di quest’anno” di “inserisci-nome-del-designer”! Per chi ha ancora dei dubbi sul possibile successo di una linea cosmetica low-cost, non resta che attendere il debutto di questi piccoli corner colorati nei vari negozi e ricordarci che, comunque, abbiamo un esempio tutto italiano del beauty economico che spopola sia tra teenager e non più tanto teenager: Kiko. hm beauty3 Beauty e Fashion: a duo that gets to fast fashion. At the beginning of last century, Paul Poiret was the first one to approach the concept of “complete” image, creating the fragrance “Toute La Foret”; right after him, Coco Chanel, created the first synthetic perfume, the famous N.5. 115 years later, it’s normal to see the name of the most inaccessible designers associated with beauty products with much more affordable prices: fragrances, but also, mascara, foundations, blushes, nail-polishes and so on. Brands like Chanel, Dior and Yves Saint Laurent have been following Armani’s steps and make sure to offer to their clientele an experience that is closer to lifestyle than to fashion. Whoever enters a boutique will be able to get out dressed from head to toe, smelling like heaven and wearing perfect make up, and in the Armani case, he/she will also be able to dress his/her own home. As it always happens, this trend fell to the masses. If thinking about beauty for brands like Chanel and Dior is a way to enlarge their customer’s spectrum to those who can’t usually afford couture, thinking about beauty for fast-fashion brands like H&M means to offer a complete lifestyle experience to its customers. Last May, the brand which brought fast fashion from Sweden all over the world, announced that it will start to produce a beauty line. In a few weeks it will be in many stores and online with about 700 different products and shades. The lines will be three: a basic one, named after H&M, a premium one, just because we can’t forget that we are always willing to spend a little more in the name of better quality and safety for our skin, and a conscious one, totally in line with the green image that H&M is trying to give itself, even though they are still producing a lot of garments “made in Bangladesh”. The launch of the beauty line will be accompanied by a H&M beauty website, dedicated to give us wise suggestions about our beauty treatments and keep us up to date with the latest trends. This is one more proof that brands, may they be low cost or high priced, are trying to become a reference for everything that their consumer might need. If the step towards beauty might look hazardous, just remember that H&M is behind the success of &Other Stories, which had the exact opposite path: it was born as a beauty line with Japan-Swedish inspired packaging at affordable prices, and quickly became a brand with a clothing and accessories line (and uncountable collaborations with trend-setters), offering also underwear and swimming suits. This is not a leap in the dark for H&M and the idea seems to be not so bad: it could actually take over the mall beauty products and all the “Sephoras inspired stores” where you always end up spending more than what you expected because you will be diverted into buying this “super-mascara-maxi-lashes-super-volume-like-a-doll-and-a-diva-news-of-the-year” by “insert-the-designer’s-name”! For those who still have doubts about the possible success of a low-cost beauty line, we just have to wait the debut of this colorful corners, and remember that we have an all Italian inexpensive example that’s a real hit among teenagers and not so much teenagers: Kiko.

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